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I pitagorici

I pitagorici

Pitagora riferisce, insieme ai suoi discepoli, che lo strumento fondamentale d'interpretazione della realtà è la matematica.



Pitagora insieme ai suoi discepoli


Pitagora fondò a Crotone la Fratellanza Pitagorica: la scuola filosofica di carattere aristocratico e sacrale nel quale venivano eseguite regole ascetiche e pratiche di comunioni di beni.
Fondò questa scuola proprio in Calabria dato che si era rifugiato Nel suo paese d'origine (Samo, in Grecia) infatti, il governo era diventato tirannico ostile verso gli aristocratici.
In questa scuola si differenziavano principalmente due tipologie di discepoli: gli acusmatici, i quali potevano solamente ascoltare, e i matematici che avevano l'occasione di cogliere le dottrine di Pitagora ed esprimere la loro opinione. Anche le donne potevano partecipare allo studio e alle diverse attività e questo era un' importante novità.
Le dottrine principali dei pitagorici erano due: la dottrina dell'anima e la dottrina del numero e gli elementi che legavano quest'ultime erano l'ordine e la misura.

La curiosità di Pitagora derivava dall'anima, sul come la si poteva purificare dato che era concepita come un principio divino.
Questa curiosità era già stata "studiata" dall'orfismo: un movimento religioso nato introno al VI secolo a.C. il quale riteneva che l'anima, una volta conclusa la propria vita, veniva destinata alla reincarnazione arrivando fino all'espiazione delle proprie colpe.
Per i pitagorici si poteva ottenere un'ascesa più rapida verso gli dèi tramite l'ausilio dei riti di purificazione.

Affresco afferente all'Orfismo


Il numero come archè costitutivo della realtà
Per i pitagorici il numero era considerato l'archè costitutivo della realtà.

Il numero per i pitagorici era ritenuto un punto dotato di estensione parziale che da questo si potevano ottenere linee, superfici e solidi. Con questa filosofia, il pitagorico Filolao dimostrò che infiniti punti riescono a generare infiniti numeri e di conseguenza ulteriori corpi fisici.
 







Il matematico, pitagorico Filolao




I numeri si suddividono in pari e dispari e dato che il numero è la sostanza delle cose anche questa classificazione definisce che la vita possiede una natura duplice e opposta.
Il dispari per i greci è simbolo della perfezione al contrario del pari che è un'entità illimitata, simbolo di disordine, del cattivo e dell' imperfezione. Difatti collegarono questo pensiero alla geometria: i numeri dispari presentano, al contrario dei pari, una struttura chiusa e perfetta.
Solo il numero 10 viene considerato perfetto dato che possiede sia il pari sia il dispari e raffigurandolo in una figura geometrica, esso rappresenta il tetractys: una struttura perfettamente triangolare che rappresentava il giuramento di fedeltà una volta entrati nella comunità dei pitagorici.


Il tetractys






Grazia Galesso 






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