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Gorgia

 Gorgia era un sofista, visse nel V secolo a.C. a Lentini, in Sicilia. 

è stato discepolo del famoso filosofo Empedocle. 

Il filosofo Gorgia


Secondo Gorgia, un evento può avere diverse interpretazioni ma tutte saranno giuste. Di conseguenza però si avrà più difficoltà nel collegare le parole alla realtà dato che ci sarà una separazione, a differenza di quanto pensava Parmenide poichè il linguaggio non si identifica più con l'essere.

Il linguaggio quindi per il filosofo era il tutto e che le parole fossero uno strumento di conquista:

"La parola è una potente signora, che pur dotata di un corpo piccolissimo e invisibile compie le opere più divine." 

(Gorgia) 

Secondo lui nulla è oggettivo dato che non si può mai spiegare agli altri quello che abbiamo visto, pensato... proprio perchè le parole non riescono a rappresentare perfettamente la realtà.

Per questo motivo lui attesta che è molto complicato comunicare la realtà utilizzando le parole.

Un altro suo pensiero è che secondo lui l'uomo non è libero: difatti viene controllato da forse sconosciute e incontrollabili come il caso e le passioni ma specialmente le parole. Queste hanno la capacità di confondere, ingannare e incatenare l'uomo.  L'esistenza è irrazionale.

"Encomio di Elena"

Economio di Elena è uno scritto di Giorgia, ritenuto un capolavoro di arte oratoria. Elena era la moglie del re Menelao e il racconto cerca di dimostrare l'innocenza della donna. Il filosofo esamina 4 possibili spiegazioni sul comportamento di Elena e conclude che lei non poteva mai essere condannata in quanto le sue azioni e quindi il suo comportamento erano influenzate da forze capaci di scemare il proprio controllo e responsabilità. Le parole di Paride erano simili a un incantesimo che "stregavano" l'animo della donna.


I temi della sofistica sono tutt'ora molto importanti specialmente nella sfera politica dato che possedere una buona dialettica e una buona capacità di presentarsi al pubblico per ottenere successo è essenziale.

Giorgia possiede una visione nichilistica (dal latino nihil, "niente"): nega la possibilità di conoscere la realtà in modo oggettivo e universale. Per lui il linguaggio ha una capacità persuasiva poichè si concentra nell'ottenere il consenso di ascoltatori.


-Grazia Galesso




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