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Platone: il mito della caverna

Platone: il mito della caverna Il mito della caverna è stato utilizzato dal filosofo greco Platone per rappresentare e illustrare la sua teoria della conoscenza e della verità . Lo inserisce nel VII libro della Repubblica. Per Platone il mito è allegoria della sua formazione e del suo destino in una società totalmente corrotta . La caverna rappresenta il nostro mondo sensibile in cui gli uomini sono come degli schiavi dell'ignoranza che li incatena alla conoscenza delle immagini delle cose e nel mito vengono rappresentate con le ombre delle statuette.  Il prigioniero che decide di spezzare le catene rappresenta specialmente Platone che tramite un lungo percorso riesce a passare attraverso le sensazioni e le apparenze (le immagini riflesse nell'acqua), poi sorge l'utilizzo della matematica e delle proporzioni (le stelle, gli astri e la luna) arrivando infine a raggiungere la conoscenza delle idee stesse, come il Bello, il Giusto e il Bene (il sole) . Rappresentazione arti...

Platone: La visione politica e il problema educativo

Platone: La visione politica e il problema educativo La Repubblica è un dialogo di 10 libri composto da Platone tra il 380 e il 370 a.C.  Presenta un'idea rivoluzionaria secondo cui l'essenza della realizzazione umana risiede nell'appartenenza alla comunità civica. Platone concepisce un modello di Stato ideale in cui ogni elemento si armonizza perfettamente con gli altri e garantisce virtù e felicità ai cittadini. Benché sia una visione utopica, mai realizzatasi concretamente, questo modello serve come punto di riferimento per individui e governanti. La sua importanza non risiede nella fattibilità pratica, ma nel suo potenziale ispiratore per la vita pubblica e privata. Platone distingue tre classi sociali: la classe dei governanti - SAGGEZZA la classe dei guerrieri - CORAGGIO la classe dei lavoratori - TEMPERANZA Platone concepisce una visione della società dove ogni classe sociale incarna una virtù specifica per il bene della città: i governanti devono possedere saggezza ...

Platone: il mito del carro alato

 Nel dialogo "il Fedro" si trova il muro del carro alato di Platone. L'auriga rappresenta la parte razionale e la ragione  Il cavallo bianco che rappresenta l' anima irascibile e coraggiosa   Il cavallo nero che rappresenta l'anima concupiscibile nel quale sono presenti gli istituti L'auriga e il cavallo bianco hanno il compito di controllare e regolare il cavallo nero così da indirizzare al meglio l'uomo nella giusta via. Platone non nega la forza delle passioni, ma ritiene che sia compito della ragione ricondurla nella giusta direzione.

Platone: il mito Simposio

 "Il Simposio" è uno dei più famosi dialoghi filosofici di Platone. È ambientato durante un banchetto, dove vari personaggi, tra cui Socrate stesso, discutono di amore e bellezza . Ogni personaggio presenta un discorso sul significato dell'amore , fino a quando Socrate non offre la sua interpretazione, basata sull'insegnamento della sacerdotessa Diotima (personaggio immaginario inventato da Platone probabilmente per rendere il racconto più vivace). Socrate sostiene che l'amore è un desiderio di bellezza e saggezza , e che l'amore può guidare l'anima verso la conoscenza delle forme ideali e della vera bellezza. Il dialogo affronta anche temi come l'eros, la natura dell'amore platonico e la relazione tra bellezza fisica e bellezza spirituale. Aristofane, commediografo molto famoso, sostiene che gli esseri umani non sono in grado di conosce la vera forza dell'Eros perché se la conoscessero per davvero avrebbero già costruito templi e edifici nel q...

Platone: la teoria delle idee

  Platone: la teoria delle idee o forme Socrate aveva affermato che l'anim a acquisisce bontà e virtù tramite la conoscenza : se comprende ciò che è bene nelle diverse situazioni, non può fare il male. Così, Platone si interroga su quali siano il bene e i valori assoluti a cui il filosofo deve fare riferimento per favorire il cambiamento sociale, e su come s ia possibile raggiungerli. Platone riconosce che i sensi non sono sufficienti per definire in modo chiaro e oggettivo cosa sia il bene, poiché l'esperienza sensoriale manca di un criterio universale di verità. Tuttavia, grazie all'esistenza di idee assolute come quella di Bontà, possiamo formulare giudizi universali come "Socrate è buono" o "gli dei sono buoni". Queste idee costituiscono parametri oggettivi che ci consentono di valutare le cose in modo universale e forniscono anche la base della realtà stessa. Platone, con la sua filosofia unica, descrive il mondo come una rappresentazione imperfet...

Platone

  Platone Platone, nato nel 427 o 428 a.C. in una famiglia influente di Atene, abbandona l'ambizione politica deluso dall'ingiustizia e dalla corruzione che permeano la società. La morte di Socrate (insegnante di Platone), condannato ingiustamente, rafforza in lui la convinzione che solo attraverso la filosofia si possa promuovere una rinascita spirituale e orientare la società verso il bene. Fondò l'Accademia , un istituto di ricerca e insegnamento, che divenne un punto di riferimento per l'élite intellettuale dell'epoca. Utilizzando il dialogo come metodo principale di indagine filosofica , Platone sviluppò una serie di opere in forma di dialogo che sondavano temi come la giustizia, la politica e l'etica . Questi dialoghi, contrariamente ai discorsi sofistici, si distinguevano per il rigore razionale e la ricerca della verità. Questa istituzione venne chiusa dall'imperatore Giustiniano . Inoltre, Platone impiegò il mito come strumento narrativo per comuni...

Socrate

  Socrate Socrate è un filosofo greco nato verso il 470 a.C.,  morirà nel 399 a.C.  Egli condivide l'idea dei sofisti ma nonostante ciò si distingue da questa corrente poichè pone un'attenzione particolare nei valori dell' interiorità e della ricerca della verità . Socrate è famoso per la maieutica : un metodo di dialettica che consisteva nel confondere gli uomini e fargli dubitare sulle loro conoscenze affinchè riuscissero infine a trovare nel loro io informazioni e pensieri che pensavano di non avere. Era questa la sua "missione".  "io so di non sapere" cit. Socrate Durante la sua "missione" però attirò l'attenzione delle autorità di Atene che non accettarono il suo modo di fare dato che secondo loro corrompeva i giovani e introduceva nuove divinità sconosciute . Decisero quindi di condannarlo facendolo bere un veleno particolare. La morte di Socrate assume un significato simbolico in quanto rappresenta la serenità e perfezione interior...

Gorgia

 Gorgia era un sofista, visse nel V secolo a.C. a Lentini, in Sicilia.  è stato discepolo del famoso filosofo Empedocle.  Il filosofo Gorgia Secondo Gorgia, un evento può avere diverse interpretazioni ma tutte saranno giuste . Di conseguenza però si avrà più difficoltà nel collegare le parole alla realtà dato che ci sarà una separazione, a differenza di quanto pensava Parmenide poichè il linguaggio non si identifica più con l'essere. Il linguaggio quindi per il filosofo era il tutto e che le parole fossero uno strumento di conquista : "La parola è una potente signora, che pur dotata di un corpo piccolissimo e invisibile compie le opere più divine."  (Gorgia)   Secondo lui nulla è oggettivo dato che non si può mai spiegare agli altri quello che abbiamo visto, pensato... proprio perchè le parole non riescono a rappresentare perfettamente la realtà. Per questo motivo lui attesta che è molto complicato comunicare la realtà utilizzando le parole. Un altro suo pens...

Protagora

  Protagora Protagora è uno dei più famosi sofisti della storia: abile nella retorica "L'uomo è misura di tutte le cose; delle cose che sono in quanto sono, delle cose che non sono in quanto non sono." Protagora Questa frase citata da Pitagora può essere interpreta in diversi modi : se l'uomo viene rappresentato come il singolo individuo allora la frase assume un significato soggettivo, nel senso che un pensiero di una persona è il contrario per un'altra ma se l'uomo raffigura l'umanità e il genere umano allora la frase significa che la percezione e la valutazione della realtà dipendono dalla particolare conformazione mentale degli uomini al contrario degli animali.  Se invece l'uomo è il rappresentante della civiltà e quindi del popolo allora si parla di relativismo culturale, cioè la valutazione delle cose sono diverse a seconda delle abitudini e delle convinzioni della comunità cui gli uomini appartengono.  Si pensa che per Protagora tutte queste...

I sofisti V sec. a. C.

I sofisti I sofisti sono i primi insegnanti a pagamento del sapere, con una mentalità aperta e cosmopolitica, cercano di trovare dei discepoli.  Erano anche abili nell'arte della retorica e nel vivere in società e il loro fine principale è il sapere. Il termine "sofista" infatti significa " sapientissimo " ma ora ha assunto un significato più artificiale come per esempio i modi di fare privi di spontaneità.  

Democrito

  Democrito di Abdera Secondo Democrito gli elementi originari erano gli atomi : particelle piccolissime e indivisibili che rappresentano il fondamento della realtà. Questi si aggregano e disgregano facendo nascere e morire tutte le cose, sono eterni e immutabili e non si differenziano tra loro per qualità, bensì per la quantità. L'atomo quindi può essere paragonato  all'essere di Parmenide (eterno, uniforme, indivisibile, etc.) ma anche al divenire di Eraclito. L'atomo Gli atomi infiniti numericamente si aggregano tra loro in un'infinita varietà di composizioni atomiche, in infiniti mondi, in uno spazio definito " infinito ". Si aggregano tra loro in quanto hanno una caratteristica intrinseca del movimento e svolgono un movimento vorticoso all'interno del vuoto (spazio), gli atomi si aggregano tra lor causando una disgregazione. Nascita e morte: aggregazione e disgregazione (ma gli atomi continuano a esistere) Atomi: essere Vuoto: non essere Democrit...

Anassagora

  Anassagora Secondo Anassagora i semi erano la base dei principi, i costituenti della realtá. Questi erano particelle indivisibili e infinitamente divisibili, infatti secondo il filosofo non esiste una grandezza massima . Il piccolo e il grande sono relativi, ciascuna cosa è piccola o grande a seconda di quello che si confronta. Questi semi sono tra loro qualitativamente differenti ( semi della terra, oro, etc.) e quindi specifici . Secondo la dottrina anassagorea ogni copro/oggetto è formato da tutti i semi presenti nella natura. Per esempio l'oro è costituito prevalentemente da semi d'oro, ma anche da altri semi in una quantità minore. Questi si riordinano, si uniscono e si staccano, dato che è presente una forza, il nous (mente): l'intelletto cosmico detta anche intelligenza cosmica. Questa forza permette: la separazione dell'indifferenziato tramite un movimento turbinoso esiste separatamente dai semi è soggetto al tempo e allo spazio (diverso quindi dall'...

Empedocle

Empedocle d'Agrigento V sec. a.C Empedocle nasce ad Agrigento tra il 484 e il 481 a.C. e muore circa a 60 anni. Durante la sua vita partecipa alla vita politica e nello stesso tempo è medico,  scienziato e  taumaturgo (possedeva il talento di compiere atti miracolosi). Scrisse un'opera intitolata "Purificazioni" nel quale si può notare che davanti ai cittadini egli si presentava come un dio immortale. Riteneva che il sapere fosse una liberazione dai dolori, dagli affanni della morte e dell'ignoranza, ritenendo di conseguenza un credo consapevole verso la morte in quanto secondo lui questa non poteva esistere poichè era presente un'unificazione continua.  Il sapere quindi non era teorico. Secondo Empedocle, l'origine delle cose è rappresentata da 4 radici immutabili (sempre state presenti nel mondo senza scomparire mai) e sono i quattro elementi fisici primordiali: l'acqua, il fuoco, l'aria e la terra (il nome "elemento" compare da Platone...

I fisici pluralisti

I più famosi fisici pluralist i I fisici pluralisti ( che si definiscono appunto "fisici" ) tornano a occuparsi della natura ed  erano coloro che affermavano l'idea di Eraclito (tutto diviene e si trasforma) e di Parmenide (nell'universo non c'è n'è nascita nè distruzione).  Secondo loro l' archè non è un'unica cosa ma sono più elementi e individuandoli rispondono alla provocazione di Parmenide sull'autenticità dell'essere spiegando in modo razionale la realtà così come appare.

Zenone

Zenone Zenone di Elea fu discepolo di Eraclito . Seguì quindi i suoi insegnamenti difendendo le sue tesi inventando 40 paradossi anche se a noi ne sono arrivati molti di meno. Eraclito sostenne che l' essere è uno e immutabile . Con questi Zenone riusciva a partire dalle tesi di tutti coloro che pensavano che l'esser muta riuscendo ad arrivare a delle contraddizioni insuperabili quindi a delle aporie. L'argomento principale dei suoi paradossi sono il movimento e l'infinito .  Uno dei più famosi è Achille e la tartaruga : L'ipotesi iniziale è che il movimento esiste.  *guarda l'immagine ☝ Achille correndo raggiunge la tartaruga a cui è stato dato un certo vantaggio. Quando però Achille (A) partirà, la tartaruga (T) avrà già raggiunto il punto T1 e A il punto T. Quest'ultimo quando partirà di nuovo per raggiungere T, questa avrà già raggiunto T2 mentre A arriverà al T1. Perciò questo procedimento durerà all'infinito. Achille non arriverà mai dalla tartaru...

Parmenide

Parmenide è un rilevante personaggio nella storia della filosofia in quanto afferma che l'essere è e il non essere non è ed è un importante novità poiché prima di lui si credeva che l'essere non è mentre il non essere è (Eraclito). Secondo Parmenide l'essere viene considerato immutabile, statico e finito al contrario di Eraclito che secondo lui l'essere è divenire, quindi in un continuo movimento. Nasce quindi l'ontologia: lo studio dell'essere in quanto essere.        Eraclito e Parmenide Secondo Parmenide il mondo non deriva dal nulla dato che la fine del pensiero e della realtà non sono presenti. Egli dichiara quattro caratteristiche dell'essere:  L'essere è ingenerato e imperituro: non nasce e non muore  L'essere è eterno: esiste solo il presente  L'essere è immutabile e immobile L' essere è finito: la perfezione è data dalla completezza.  Eraclito paragona l'essere a una sfera (simbolo di perfezione per i greci) perfettamente omogene...

Eraclito e l'esperienza del divenire

Eraclito Eraclito è stato un importante filosofo del VI-V sec. a.C. che visse a Efeso, nella Ionia. Eraclito Eraclito scrisse un'opera intitolata "Intorno alla natura" nella quale erano presenti aforismi che spiegavano, con la loro breve durata ed enigmaticità, l'appellativo "oscuro" con il quale il filosofo veniva soprannominato. Il flusso universale Secondo Eraclito tutto è in constante movimento sia nella società, sia nella natura. Sono soggette anche a trasformazioni che risiedono nell'armonia dei contrari (il bene e il male, l'acqua e il fuoco, etc.). Tutto muta incessantemente anche in maniera inconscia; per questa sua filosofia, gli viene attribuito l'aforismo "pànta réi" che significa: tutto scorre. Per capire meglio il suo pensiero, Eraclito utilizza l'elemento del fuoco in quanto è simbolo del divenire; è in un continuo movimento rimanendo però sempre se stesso. Per lui questo rappresenta la vita e la morte, la creazione e...